Stile

 

LO SPETTACOLO TEATRALE COME PERFORMANCE

 

Musica, teatro, danza sono forme espressive con le quali l’artista comunica stati d’animo, racconta le sue storie, rappresenta la realtà a un pubblico che assiste. Al di là del palcoscenico c’è della gente raccolta, nello stesso momento, che attende la messa in scena, sia essa un concerto di musica da camera o una commedia. E ciò che lo spettatore desidera è essere stupito, divertito o commosso da ciò che vede e sente

 

Charles Dullin ha osservato: “la part du régisseur est en effect ce qu’il y a de périssable au théâtre ; mais cette part assez belle, quand elle sert à l’épanouissement de l’ouvre du poète… » la parte del regista è effettivamente ciò che c’è di deteriorabile al teatro; ma questa parte è abbastanza bella, quando serve all’espansione dell’opera del poeta…

 

Lo spettacolo rappresentato, in quanto performance, è un evento unico e irripetibile. La definizione di performance, o ‘testo dello spettacolo’, è stata coniata da Richard Schechner, insegnante di arte drammatica all’Accademia di New York ed esponente dell’avanguardia teatrale americana: con questo termine viene indicato l’evento della rappresentazione teatrale, che coinvolge attori e pubblico e comprende le azioni rappresentate, le reazioni degli spettatori e ogni sorta di interazione tra palcoscenico e platea.

 

Il concetto di performance rende immediatamente evidente la differenza fra il modo tradizionale di intendere il teatro e il nuovo corso della sperimentazione teatrale inaugurato negli anni Sessanta. La stessa nozione di drammaturgia ne risulta modificata: essa non include più soltanto le azioni previste dal testo scritto, ma tutti gli eventi del momento teatrale: quindi, oltre alla recitazione degli attori, il gioco delle luci, le musiche, la presenza degli spettatori. Sono infatti tutti questi elementi simultanei, concertati nel montaggio, a creare lo spettacolo, ovvero la performance

 

Diversamente dal testo drammatico scritto, che può essere letto e divulgato indipendentemente dallo spettacolo, la performance non si può trasmettere né riprodurre. È un evento unico, che si verifica una volta sola: nemmeno una registrazione visiva e sonora lo restituisce fedelmente. La registrazione, infatti, non può cogliere la simultaneità delle azioni che accadono nel corso dello spettacolo e comunque il punto di vista della macchina è unico, e dunque può corrispondere tutt’al più a quello di un solo spettatore. Performance text, invece, è tutto quello che succede durante lo spettacolo, compreso lo sguardo e le emozioni simultanee di tutti gli spettatori.

 

Avvicimarmi a questo stile è stato per me del tutto naturale: non conoscevo le teorizzazioni del teatro americano sperimentale nè le definifioni di Schechner, ma istintivamente ero attratta da un teatro che fosse costantemente in movimento, un teatro che sapesse reinventarsi e dove il regista non fosse un genere “deperibile”, ma un artista che potesse comunicare il proprio modo di vedere la realtà. Creare è un’emozione da condividere, con gli attori, con il tecnico delle luci, il tecnico del suono, il macchinista, l’attrezzista,lo scenografo e il pubblico.

 

E la curiosità è il motore della creazione. La curiosità aiuta ad uscire dai ghetti mentali, aiuta a liberarsi dalle sovrastrutture culturali,aiuta a comprendere, ad esplorare i luoghi della mente.

 

La curiosità come spinta emotiva verso se stessi e verso gli altri. Da questo nascono le mie performances. Spettacoli dove tutto accade per creare un’emozione. Dove ogni cosa nasce da un’esigenza interiore di comunicazione. Il montaggio di suoni, luci,movimenti e parole è il montaggio delle emozioni che via via si trasmettono dagli attori ai tecnici al testo al regista ed infine al pubblico. E’ un’esperienza collettiva che se riesce anche solo per un istante a muovere delle corde di commozione o di empatia o di compenetrazione, allora diventa espressione artistica.